Carlo Venturi
Scritto da: Gianluca 15 set 2011
Carlo Venturi: il fuoriclasse
di Gianluca Bibiani
C’è un bisogno innato nell’essere umano, una via di mezzo tra un moto irrazionale e un istinto mai sopito, che dalla notte dei tempi induce l’uomo a generare miti e leggende, ad alimentarne forza e capacità attrattiva, avvolgendoli in un’aura mistica molto profana. Difficile spiegare il fenomeno: più semplice dare soluzione all’irrisolto dubbio Amletico. Nonostante tutto domande e interrogativi sono sempre lì, pronti a martellare il cervello alla ricerca di soluzioni impossibili. Da dove arriva la fama e la popolarità al giorno d’oggi? Di cosa si cibano gli autoprodotti semidei del XXI secolo? Quali meriti particolari potranno aver mai accumulato nella loro vita precedente? Che siano dei nuovi Mandrake, maghi al soldo dell’immaginazione? O, più semplicemente, il mondo di oggi, alimentato a panem et circenses, si è assuefatto all’assoluta carenza di artisti? Tante domande, poche risposte: me ne rendo perfettamente conto e me ne scuso. Sta di fatto che, sempre più spesso, per godere le emozioni di un concerto si ricorre alle performances dei “vecchi mestieranti” che, come il vino d’annata, non tradiscono mai e, a dispetto delle tendenze musicali, riempiono tuttora le piazze e gli stadi (di nostalgici come me…). La mia modesta competenza e la mia scarsa propensione verso un sistema soffocato da interessi e speculazioni, non mi permette tuttavia di valutare obiettivamente un processo di innovazione che penalizza talento e fantasia a favore dell’immagine: innaturale, artefatta, comunque studiata su misura per il “divo” da promuovere. Mi limito perciò a tornare nel mio mondo, quello della musica da ballo dove, beninteso, di divi strumentalizzati dalle televisioni di settore ne esistono a bizzeffe, ma almeno qui, una volta cessato l’effetto mediatico, si torna ad essere “normali”, un po’ come nella favola di Cenerentola allo scoccare della mezzanotte, tanto per intenderci… Va comunque sottolineato che, anche in questo ambiente, c’è gente che ha scritto pagine di storia (… e non solo di musica!) entusiasmando e seducendo milioni di appassionati: alcuni li abbiamo già presentati, altri li citeremo nel corso delle prossime pubblicazioni. Tra questi dobbiamo necessariamente segnalare il grande Carletto Venturi. Mi permetto di introdurlo in maniera così confidenziale perché, pur non avendolo conosciuto, dai racconti delle persone che l’hanno frequentato emerge non solo l’immagine di un grandissimo professionista (e questo lo sappiamo tutti…), ma anche quella di un uomo estremamente disponibile e altruista, soprattutto con i suoi colleghi musicisti che lo ricordano con affetto anche dopo i tanti anni trascorsi dalla sua prematura scomparsa.
La versione integrale di questo articolo è pubblicata sul magazine STRUMENTI&MUSICA N.16 ed è disponibile sul sito delle Edizioni Musicali e Discografiche ARS SPOLETIUM.




